“Si vis bellum, para pacem – parla di pace, consegna il Nobel per la pace…”
di Filippo Bruschi
Libero convivio per la riflessione in arte, storia, filosofia e politica
“Si vis bellum, para pacem – parla di pace, consegna il Nobel per la pace…”
di Filippo Bruschi
“Come siamo arrivati alla caverna di Polifemo, del monoculato, del principe della materia, da cui per uscire dobbiamo rinunciare al nome, e renderci all’anonimato, assumendo il nome di Nessuno?”
di Federico Pietrobelli
“Se non cerchi nulla in particolare, qui troverai quel che non sospettavi e che ti attendeva con calcolata impazienza. In una penombra che assomiglia a quella dei sogni, ogni oggetto ti chiama a sé. È un concerto ostinato e discordante che può provocare il capogiro, ti avverto.”
di Giulio Minghini
“…capisce all’improvviso che l’impronta era già presente, ancor prima che egli avesse toccato il blocco, e che non potrà pulirla…”
“…il comprend tout d’un coup que l’empreinte était déjà là, avant même qu’il ait touché le boc, et que celle-ci, il ne pourra pas la nettoyer…”
di Bertrand Prévost – a cura di Filippo Bruschi
“À Rome, vous êtes dans un système social où la parenté s’hérite, et où un homme — qui peut être un mineur, un eunuque, quelqu’un qui n’est pas marié et qui n’a pas d’enfant — devient pater familias par héritage de son père. De fait, pater familias veut dire gestionnaire du domaine.”
Florence Dupont – par Filippo Bruschi
“A Roma vigeva un sistema sociale in cui la parentela si ereditava, e dove un uomo – che poteva essere un minorenne, un eunuco, qualcuno che non è sposato e che non ha figli – diventava pater familias per eredità paterna. Di fatto, pater familias voleva dire gestore del dominio.”
Florence Dupont – a cura di Filippo Bruschi
“Il Ciclope è dedito a pascolare, a ingrandire il suo gregge, per poi sbranarlo. Il Ciclope è dedito alla materia. Il Ciclope tiene Odisseo in fondo alla grotta. Odisseo è il sapere greco-latino, tenuto in un canto, in una bacheca, museificato. Odisseo è l’anima, la nostra anima, nel suo lungo viaggio di ritorno e di liberazione.”
di Federico Pietrobelli
“L’Énéide est un faux récit historique où Virgile promène ses destinataires dans un glacis temporel où les Troyens sont à la fois des Romains contemporains, des Grecs homériques et des Italiques primitifs. Pour une culture comme la nôtre, fondée sur la cohérence du récit chronologique et psychologique, cela ne peut paraître qu’étrange et difficile à classer.”
Florence Dupont – par Filippo Bruschi
“L’Eneide è un falso racconto storico in cui Virgilio conduce i suoi destinatari in una dimensione temporale dove i Troiani sono allo stesso tempo Romani contemporanei, Greci omerici e Italici primitivi. Per una cultura come la nostra, fondata sulla coerenza del racconto cronologico e psicologico, questo non può che apparire strano e difficile da classificare.”
Florence Dupont – a cura di Filippo Bruschi
di Federico Pietrobelli
“La consecuencia directa de la gesta de Andrés de Urdaneta fue la apertura de la ruta comercial entre Filipinas y Acapulco, es decir, nada menos que la conexión entre el Imperio Habsburgo y el Imperio Ming.”
Maria Elvira Roca Barea – editato por Filippo Bruschi
“La conseguenza diretta dell’impresa di Andrés de Urdaneta fu l’apertura della rotta commerciale tra le Filippine e Acapulco, ovvero nientemeno che la connessione tra l’Impero Asburgico e l’Impero Ming.”
Maria Elvira Roca Barea – a cura di Filippo Bruschi
“Tra ossa in bottiglia e feti in salamoia | indaffarato a rifinire il catalogue | trovai l’ultimo erede di una famiglia | senatoria di Strasburgo ‒ Monsieur Verog.”
Ezra Pound, a cura di Francesco Zevio
“L’età richiedeva un’istantanea | della sua smorfia epilettica | qualcosa per la scena contemporanea | no, certo non una grazia attica…”
Ezra Pound, a cura di Francesco Zevio
“Hay que distinguir el imperio del colonialismo. No son imperios esos poderes que tienen una expansión muy efímera y luego refluyen hacia la nación o el grupo étnico originarios. Con los imperios no hay vuelta atrás.”
Maria Elvira Roca Barea – editato por Filippo Bruschi
“Bisogna distinguere l’impero dal colonialismo. Non sono imperi quei poteri che hanno un’espansione molto effimera e poi rifluiscono verso la nazione o il gruppo etnico originari. Con gli imperi non c’è ritorno indietro.”
Maria Elvira Roca Barea – a cura di Filippo Bruschi
La scienza è il contenuto discorsivo del rito tecnico. Nel rito tecnico l’uomo sacrifica la natura all’uomo. Questo sacrificio non è qualificante né positivo. Cioè la natura che viene sacrificata è anche quella umana, quella del sacrificante, senza la contropartita simbolica e dunque intellettualmente aggraziante che è il rapporto con il divino.
Federico Pietrobelli
L’Armenia si rivela terra d’incroci e di emigrazioni ma allo stesso tempo di fedeltà davvero litica alle proprie origini.
Claudio Gobbi, a cura di Filippo Bruschi
La morte del simbolo è anche una rinascita dell’allegoria. È un fatto centrale nella creazione poetica contemporanea. Certo, questo non è letteralismo, ovvero il pensare il linguaggio normale della comunicazione come autosufficiente e completo, fine a se stesso, senza implicazioni allegoriche.
Francesco Zambon, Federico Pietrobelli
Dio, lo sparso, è unito a noi nel diverso.
Saint-John Perse, Mattia Ferrari
Già in Chrétien de Troyes, il cavaliere per eccellenza, Perceval, è in fondo un cavaliere sacro, alla ricerca di un superamento del piano puramente terrestre del combattimento, verso un piano spirituale.
Francesco Zambon, Federico Pietrobelli
La cultura popolare viene colpita implicitamente dal Mainstream, perché è la più vicina alle origini, e quindi più disomogenea a una cultura artificiale come quella postumanistica.
Riccardo Lala, Filippo Bruschi
Il barocco è fuga, ma non solo: è anche potenziamento della conquista di un nuovo mondo.
Jean-Paul Manganaro, Federico Pietrobelli
In un’Europa tarlata dal pensierdebolismo entrare in un campo in cui è questione di potenza e sopravvivenza dei popoli – e non più del loro pentimento o decostruzione – suscita imbarazzo.
Filippo Bruschi
…le cose sono esagerate. In questo esagerare, il profilo dell’umano si dissolve, si distrugge, e non si distrugge per creare, ma si distrugge per distruggere.
Jean-Paul Manganaro, Federico Pietrobelli
…la vita è di piuma, di vento il mondo.
Jean de Sponde, Mattia Ferrari
Dal punto di vista di Roma, della Cina, di Bisanzio e dell’Islam, l’Europa è un’eccezione.
Gabriel Martinez-Gros, Filippo Bruschi
Chiare dimore – lontane dall’occhio, sorelle / del senno – per cui questo tempo non è / che un momento, e un’ombra il giorno: voi / io bramo.
Jean de Sponde, Mattia Ferrari
Questi felloni, facendo facciata di godersi le correnti cristalline d’Elicona, ci invidiano la nostra acqua comune, la quale (e sia lodata la nostra buona stella), sebbene un poco limacciosa, fluisce sempre in copiosa abbondanza.
Alexander Pope, Francesco Zevio
Siamo un’Europa che ha rinunciato ad esserci quando la Germania ha rinunciato ad esserci.
Adone Brandalise, Federico Pietrobelli