IMPERIUM – IV

“L’Iran è l’ombelico del mondo, ὁ ὀμφαλὸς τῆς γῆς. Gli Stati-Uniti sono andati a fare la guerra nel centro del mondo. Ed è vertiginoso pensare che se davvero la campagna iraniana si concludesse con un persianissimo scacco, in un lasso di tempo ancora indeterminato, le forze statunitensi potrebbero rifluire sia verso est sia verso ovest, abbandonando progressivamente Kiev, Roma, Malacca, Gibilterra, Taiwan, le Azzorre, le Marianne.”

di Filippo Bruschi

DIALOGO (ESPAÑOL) CON MARIA ELVIRA ROCA BAREA (2/2)

“La consecuencia directa de la gesta de Andrés de Urdaneta fue la apertura de la ruta comercial entre Filipinas y Acapulco, es decir, nada menos que la conexión entre el Imperio Habsburgo y el Imperio Ming.”

Maria Elvira Roca Barea – editato por Filippo Bruschi

DIALOGO (ESPAÑOL) CON MARIA ELVIRA ROCA BAREA (1/2)

“Hay que distinguir el imperio del colonialismo. No son imperios esos poderes que tienen una expansión muy efímera y luego refluyen hacia la nación o el grupo étnico originarios. Con los imperios no hay vuelta atrás.”

Maria Elvira Roca Barea – editato por Filippo Bruschi

DIALOGO CON FRANCESCO ZAMBON (2/2)

La morte del simbolo è anche una rinascita dell’allegoria. È un fatto centrale nella creazione poetica contemporanea. Certo, questo non è letteralismo, ovvero il pensare il linguaggio normale della comunicazione come autosufficiente e completo, fine a se stesso, senza implicazioni allegoriche.

Francesco Zambon, Federico Pietrobelli

DIALOGO CON FRANCESCO ZAMBON (1/2)

Già in Chrétien de Troyes, il cavaliere per eccellenza, Perceval, è in fondo un cavaliere sacro, alla ricerca di un superamento del piano puramente terrestre del combattimento, verso un piano spirituale.

Francesco Zambon, Federico Pietrobelli

IMPERIUM – II

In un’Europa tarlata dal pensierdebolismo entrare in un campo in cui è questione di potenza e sopravvivenza dei popoli – e non più del loro pentimento o decostruzione – suscita imbarazzo.

Filippo Bruschi