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IMPERIUM – III

“Si vis bellum, para pacem – parla di pace, consegna il Nobel per la pace…”

di Filippo Bruschi

SAGGI ERRATICI – 4. VERGOGNA

“Come siamo arrivati alla caverna di Polifemo, del monoculato, del principe della materia, da cui per uscire dobbiamo rinunciare al nome, e renderci all’anonimato, assumendo il nome di Nessuno?”

di Federico Pietrobelli

ELEONAS PER PRINCIPIANTI

“Se non cerchi nulla in particolare, qui troverai quel che non sospettavi e che ti attendeva con calcolata impazienza. In una penombra che assomiglia a quella dei sogni, ogni oggetto ti chiama a sé. È un concerto ostinato e discordante che può provocare il capogiro, ti avverto.”

di Giulio Minghini

IL BLOCCO D’OSSIDIANA

“…capisce all’improvviso che l’impronta era già presente, ancor prima che egli avesse toccato il blocco, e che non potrà pulirla…”

“…il comprend tout d’un coup que l’empreinte était déjà là, avant même qu’il ait touché le boc, et que celle-ci, il ne pourra pas la nettoyer…”

di Bertrand Prévost – a cura di Filippo Bruschi

DIALOGUE AVEC FLORENCE DUPONT – deuxième partie

“À Rome, vous êtes dans un système social où la parenté s’hérite, et où un homme — qui peut être un mineur, un eunuque, quelqu’un qui n’est pas marié et qui n’a pas d’enfant — devient pater familias par héritage de son père. De fait, pater familias veut dire gestionnaire du domaine.”

Florence Dupont – par Filippo Bruschi

DIALOGO CON FLORENCE DUPONT – seconda parte

“A Roma vigeva un sistema sociale in cui la parentela si ereditava, e dove un uomo – che poteva essere un minorenne, un eunuco, qualcuno che non è sposato e che non ha figli – diventava pater familias per eredità paterna. Di fatto, pater familias voleva dire gestore del dominio.”

Florence Dupont – a cura di Filippo Bruschi

SAGGI ERRATICI – 3. IL CICLOPE

“Il Ciclope è dedito a pascolare, a ingrandire il suo gregge, per poi sbranarlo. Il Ciclope è dedito alla materia. Il Ciclope tiene Odisseo in fondo alla grotta. Odisseo è il sapere greco-latino, tenuto in un canto, in una bacheca, museificato. Odisseo è l’anima, la nostra anima, nel suo lungo viaggio di ritorno e di liberazione.”

di Federico Pietrobelli

DIALOGUE AVEC FLORENCE DUPONT – première partie

“L’Énéide est un faux récit historique où Virgile promène ses destinataires dans un glacis temporel où les Troyens sont à la fois des Romains contemporains, des Grecs homériques et des Italiques primitifs. Pour une culture comme la nôtre, fondée sur la cohérence du récit chronologique et psychologique, cela ne peut paraître qu’étrange et difficile à classer.”

Florence Dupont – par Filippo Bruschi

DIALOGO CON FLORENCE DUPONT – prima parte

“L’Eneide è un falso racconto storico in cui Virgilio conduce i suoi destinatari in una dimensione temporale dove i Troiani sono allo stesso tempo Romani contemporanei, Greci omerici e Italici primitivi. Per una cultura come la nostra, fondata sulla coerenza del racconto cronologico e psicologico, questo non può che apparire strano e difficile da classificare.”

Florence Dupont – a cura di Filippo Bruschi

DIALOGO (ESPAÑOL) CON MARIA ELVIRA ROCA BAREA (2/2)

“La consecuencia directa de la gesta de Andrés de Urdaneta fue la apertura de la ruta comercial entre Filipinas y Acapulco, es decir, nada menos que la conexión entre el Imperio Habsburgo y el Imperio Ming.”

Maria Elvira Roca Barea – editato por Filippo Bruschi

DIALOGO (ITALIANO) CON MARIA ELVIRA ROCA BAREA (2/2)

“La conseguenza diretta dell’impresa di Andrés de Urdaneta fu l’apertura della rotta commerciale tra le Filippine e Acapulco, ovvero nientemeno che la connessione tra l’Impero Asburgico e l’Impero Ming.”

Maria Elvira Roca Barea – a cura di Filippo Bruschi

EZRA POUND, HUGH SELWYN MAUBERLEY, POESIE VI-XIII

“Tra ossa in bottiglia e feti in salamoia | indaffarato a rifinire il catalogue | trovai l’ultimo erede di una famiglia | senatoria di Strasburgo ‒ Monsieur Verog.”

Ezra Pound, a cura di Francesco Zevio

EZRA POUND, HUGH SELWYN MAUBERLEY, POESIE I-V

“L’età richiedeva un’istantanea | della sua smorfia epilettica | qualcosa per la scena contemporanea | no, certo non una grazia attica…”

Ezra Pound, a cura di Francesco Zevio

DIALOGO (ESPAÑOL) CON MARIA ELVIRA ROCA BAREA (1/2)

“Hay que distinguir el imperio del colonialismo. No son imperios esos poderes que tienen una expansión muy efímera y luego refluyen hacia la nación o el grupo étnico originarios. Con los imperios no hay vuelta atrás.”

Maria Elvira Roca Barea – editato por Filippo Bruschi

DIALOGO (ITALIANO) CON MARIA ELVIRA ROCA BAREA (1/2)

“Bisogna distinguere l’impero dal colonialismo. Non sono imperi quei poteri che hanno un’espansione molto effimera e poi rifluiscono verso la nazione o il gruppo etnico originari. Con gli imperi non c’è ritorno indietro.”

Maria Elvira Roca Barea – a cura di Filippo Bruschi

SAGGI ERRATICI – 2. IL NEUTRO E IL RITO TECNICO

La scienza è il contenuto discorsivo del rito tecnico. Nel rito tecnico l’uomo sacrifica la natura all’uomo. Questo sacrificio non è qualificante né positivo. Cioè la natura che viene sacrificata è anche quella umana, quella del sacrificante, senza la contropartita simbolica e dunque intellettualmente aggraziante che è il rapporto con il divino.

Federico Pietrobelli

DIALOGO CON FRANCESCO ZAMBON (2/2)

La morte del simbolo è anche una rinascita dell’allegoria. È un fatto centrale nella creazione poetica contemporanea. Certo, questo non è letteralismo, ovvero il pensare il linguaggio normale della comunicazione come autosufficiente e completo, fine a se stesso, senza implicazioni allegoriche.

Francesco Zambon, Federico Pietrobelli

DIALOGO CON FRANCESCO ZAMBON (1/2)

Già in Chrétien de Troyes, il cavaliere per eccellenza, Perceval, è in fondo un cavaliere sacro, alla ricerca di un superamento del piano puramente terrestre del combattimento, verso un piano spirituale.

Francesco Zambon, Federico Pietrobelli

TRE DOMANDE A RICCARDO LALA

La cultura popolare viene colpita implicitamente dal Mainstream, perché è la più vicina alle origini, e quindi più disomogenea a una cultura artificiale come quella postumanistica.

Riccardo Lala, Filippo Bruschi

IMPERIUM – II

In un’Europa tarlata dal pensierdebolismo entrare in un campo in cui è questione di potenza e sopravvivenza dei popoli – e non più del loro pentimento o decostruzione – suscita imbarazzo.

Filippo Bruschi

DIALOGO CON JEAN-PAUL MANGANARO (1/2)

…le cose sono esagerate. In questo esagerare, il profilo dell’umano si dissolve, si distrugge, e non si distrugge per creare, ma si distrugge per distruggere.

Jean-Paul Manganaro, Federico Pietrobelli

SONETTI SULLA MORTE (1/2)

Chiare dimore – lontane dall’occhio, sorelle / del senno – per cui questo tempo non è / che un momento, e un’ombra il giorno: voi / io bramo.

Jean de Sponde, Mattia Ferrari

SULL’ARTE DI SPROFONDARE IN POESIA

Questi felloni, facendo facciata di godersi le correnti cristalline d’Elicona, ci invidiano la nostra acqua comune, la quale (e sia lodata la nostra buona stella), sebbene un poco limacciosa, fluisce sempre in copiosa abbondanza.

Alexander Pope, Francesco Zevio

IMPERIUM

Crepuscolo: il tempo che sussegue il tramonto o (meno comune) che precede l’alba.

Filippo Bruschi

DELL’OSCURITÀ IN POESIA

Stimo per certo sapiente | chi comprende nel mio canto | di ogni parola il senso, | come si sviluppa il tema, | ché io stesso stento a rendere | chiara una parola oscura.

Federico Pietrobelli