SAGGI ERRATICI – 6. SULLA NATURA DEL SIMBOLO

“Il simbolo è ermeneuticamente verticale ed esteso, ovvero non puntuale. Cioè il simbolo è profondo ed è uno spazio ed è percorribile secondo le intelligenze e le aspirazioni di ognuno. Il simbolo contiene colui che non cerchi in esso un contenuto, ma che sia disposto a essere il contenuto stesso della sua ricerca. Tale è la sua virtù: il simbolo accoglie l’uomo, colui che cercava fuori arriva dentro. Il simbolo dà un nome e uno spazio comune a questo dentro, la cui profondità è il vanto del cercatore.”

di Federico Pietrobelli

DIALOGO CON PHILIPPE BRUNET-HAGA – seconda parte / deuxième partie

“L’eroe fugge e lascia la rocca in rovina e trasla / i Lari verso cieli nuovi – ma dovesse mai tornare? // Rifarà il cammino, seguirà la via del ritorno, / condannando i discendenti, in cerca di Fukushima, // all’erranza per la landa, nella lingua e nel tempo, / a srotolare il suo rotolo, il suo capoverso sospeso.”

Philippe Brunet-Haga – a cura di Filippo Bruschi

DIALOGO CON PHILIPPE BRUNET-HAGA – prima parte / première partie

“…c’è la volontà di andare oltre una decostruzione ignorante. Chi conosce ancora Archiloco, il poeta mercenario? Chi ha ascoltato Eschilo nella sua prosodia archilochea? Per me, la prima grande rottura avviene nel Rinascimento, tra l’umanesimo gioioso degli anni 1550 e l’amara pozione teologica della Controriforma degli anni 1570. ”

Philippe Brunet-Haga – a cura di Filippo Bruschi

DIALOGO CON FRANCESCO ZAMBON (1/2)

Già in Chrétien de Troyes, il cavaliere per eccellenza, Perceval, è in fondo un cavaliere sacro, alla ricerca di un superamento del piano puramente terrestre del combattimento, verso un piano spirituale.

Francesco Zambon, Federico Pietrobelli

SULL’ARTE DI SPROFONDARE IN POESIA

Questi felloni, facendo facciata di godersi le correnti cristalline d’Elicona, ci invidiano la nostra acqua comune, la quale (e sia lodata la nostra buona stella), sebbene un poco limacciosa, fluisce sempre in copiosa abbondanza.

Alexander Pope, Francesco Zevio