“Come siamo arrivati alla caverna di Polifemo, del monoculato, del principe della materia, da cui per uscire dobbiamo rinunciare al nome, e renderci all’anonimato, assumendo il nome di Nessuno?”
di Federico Pietrobelli
Libero convivio per la riflessione in arte, storia, filosofia e politica
“Come siamo arrivati alla caverna di Polifemo, del monoculato, del principe della materia, da cui per uscire dobbiamo rinunciare al nome, e renderci all’anonimato, assumendo il nome di Nessuno?”
di Federico Pietrobelli
“Se non cerchi nulla in particolare, qui troverai quel che non sospettavi e che ti attendeva con calcolata impazienza. In una penombra che assomiglia a quella dei sogni, ogni oggetto ti chiama a sé. È un concerto ostinato e discordante che può provocare il capogiro, ti avverto.”
di Giulio Minghini
“Il Ciclope è dedito a pascolare, a ingrandire il suo gregge, per poi sbranarlo. Il Ciclope è dedito alla materia. Il Ciclope tiene Odisseo in fondo alla grotta. Odisseo è il sapere greco-latino, tenuto in un canto, in una bacheca, museificato. Odisseo è l’anima, la nostra anima, nel suo lungo viaggio di ritorno e di liberazione.”
di Federico Pietrobelli
di Federico Pietrobelli
La scienza è il contenuto discorsivo del rito tecnico. Nel rito tecnico l’uomo sacrifica la natura all’uomo. Questo sacrificio non è qualificante né positivo. Cioè la natura che viene sacrificata è anche quella umana, quella del sacrificante, senza la contropartita simbolica e dunque intellettualmente aggraziante che è il rapporto con il divino.
Federico Pietrobelli
La morte del simbolo è anche una rinascita dell’allegoria. È un fatto centrale nella creazione poetica contemporanea. Certo, questo non è letteralismo, ovvero il pensare il linguaggio normale della comunicazione come autosufficiente e completo, fine a se stesso, senza implicazioni allegoriche.
Francesco Zambon, Federico Pietrobelli
Dio, lo sparso, è unito a noi nel diverso.
Saint-John Perse, Mattia Ferrari
Già in Chrétien de Troyes, il cavaliere per eccellenza, Perceval, è in fondo un cavaliere sacro, alla ricerca di un superamento del piano puramente terrestre del combattimento, verso un piano spirituale.
Francesco Zambon, Federico Pietrobelli
Il barocco è fuga, ma non solo: è anche potenziamento della conquista di un nuovo mondo.
Jean-Paul Manganaro, Federico Pietrobelli
…le cose sono esagerate. In questo esagerare, il profilo dell’umano si dissolve, si distrugge, e non si distrugge per creare, ma si distrugge per distruggere.
Jean-Paul Manganaro, Federico Pietrobelli
…la vita è di piuma, di vento il mondo.
Jean de Sponde, Mattia Ferrari
Chiare dimore – lontane dall’occhio, sorelle / del senno – per cui questo tempo non è / che un momento, e un’ombra il giorno: voi / io bramo.
Jean de Sponde, Mattia Ferrari
Siamo un’Europa che ha rinunciato ad esserci quando la Germania ha rinunciato ad esserci.
Adone Brandalise, Federico Pietrobelli
I nomi di questi morti il tempo li ha cancellati, ma loro sono immortali
Giulio Minghini
L’umanesimo non deve indurci a ritenere che la nostra esistenza sia la difesa armata di un museo.
Adone Brandalise, Federico Pietrobelli
Stimo per certo sapiente | chi comprende nel mio canto | di ogni parola il senso, | come si sviluppa il tema, | ché io stesso stento a rendere | chiara una parola oscura.
Federico Pietrobelli
E tu che sai, Sogno increato, ed io, creato, che non so, che altro facciamo su queste rive, se non disporre insieme le nostre trappole per la notte?
Saint-John Perse, Federico Pietrobelli
Dalla coscienza dello zero ripartiamo per il libero convivio di lapisclamans.
Federico Pietrobelli