SAINT-JOHN PERSE – STRETTI SONO I VASCELLI




Continuiamo a esplorare l’opera di Saint-John Perse, di cui abbiamo già pubblicato su Lapisclamans un brano da Amers, Mi hanno chiamato l’Oscuro e abitavo il fulgore, e una scelta dagli Ultimi poemi, a cura di Mattia Ferrari, pagina a cui rinviamo per una breve introduzione al poeta francese.
Amers, pubblicato nel 1957, è un vasto affresco dove voce e mare si confondono per tessere la lode del mondo toccato dalle acque.
Con questo passo, che va sotto il titolo di Strofe IX e il sottotitolo di Stretti sono i vascelli, la poesia amorosa moderna trova una delle sue espressioni più alte. Dopo due lasse introduttive, che aprono il sipario sul vascello che accoglie i due amanti, ora uniti ora separati, ora acquei ora terrestri, comincia il dialogo tra donna e uomo, di cui riportiamo il primo scambio. Donna e uomo: ma inassegnabile è la pienezza e la vuotezza, la riva e l’onda, la comunanza e la solitudine che tessono l’arabesco delle sorti umane – questo narra il poeta. Segue il testo originale.